A proposito di Ente Legati Carta-Meloni

18/01/2011

Nuovo intereresse dell’amministrazione comunale per la costituzione della Fondazione di Partecipazione

Filed under: Uncategorized — ipabcartameloni @ 20:27

Prima delle Feste Natalizie ho ricevuto una nuova lettera del Sindaco, che riporto integralmente, nella quale veniva espresso un rinnovato interesse dell’Amministrazione Comunale alla costituzione della Fondazione di Partecipazione Carta Meloni e veniva auspicata la convocazione di una riunione con i soggetti terzi interessati all’operazione; di seguito viene pubblicata anche la risposta.

Per leggere la lettera del Sindaco cliccare nella riga sottostante
manifestazione interesse fondazione sindaco

IPAB Ente Legati Carta Meloni
c/o Commissario Straordinario
via E. d’Arborea 7
09075 Santulussurgiu

Spettabile Amministrazione Comunale
di Santulussurgiu
alla c.a. del Signor Sindaco

p.c. A tutti i Consiglieri Comunali

Spettabile Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato dell’Igiene e Sanità
e dell’Assistenza Sociale
Dir. Generale delle Politiche Sociali
Via Roma 253 Cagliari

Santu Lussurgiu, 13 gennaio 2011

OGGETTO: Risposta a lettera del 07-12-2010 prot. 5699 avente per oggetto “Richiesta incontro per prospettive future del complesso IPAB”

Egregio signor Sindaco, voglio considerare la sua lettera un passo in avanti verso una ripresa di dialogo costruttivo nonostante debba rilevare che le questioni oggetto della forte contrapposizione estiva continuino ad essere irrisolte e sono piacevolmente sorpreso del rinnovato interesse della sua Amministrazione alla prospettiva di trasformare l’Ente Carta Meloni in una Fondazione di Partecipazione.
Mi lasciano però perplesso e mi preoccupano i suoi riferimenti alle sole “prospettive future del complesso IPAB” ed ai “progetti di riuso delle strutture già esistenti,” non vorrei che, ancora una volta, dietro questa impostazione di ragionamento, ci fosse solamente un interesse selettivo verso quei beni potenzialmente utili agli scopi dell’Amministrazione ed un sostanziale disinteresse per il resto.
Il regolamento di attuazione della L.R. n° 23 del 23 -12-2005 non prevede infatti opzioni selettive sui beni di proprietà: in caso di scioglimento dell’IPAB l’amministrazione comunale si prende tutto ed in caso di trasformazione dell’IPAB in Fondazione e/o in Associazione di diritto privato, il nuovo consiglio di amministrazione eredita tutto.
Non ci sono vie di mezzo ed è per questa ragione che prima di coinvolgere gli altri soggetti interessati al progetto di trasformazione in un ragionamento di prospettiva, come da lei suggerito, credo che debbano essere analizzate e definite, (è questa la mia opinione), alcune questioni fondamentali che riguardano il ruolo futuro che i cittadini lussurgesi e l’amministrazione con essi, vorranno svolgere all’interno del nuovo organismo.
Ricordo che la nuova Fondazione sarà di “diritto privato” e che gli amministratori, una volta nominati, ne diverranno, a tutti gli effetti, i proprietari; è quindi per Lei indifferente che il controllo della proprietà possa finire a Cagliari a Sassari o ad Oristano?
Ritiene importante che la “testa pensante,” il ruolo di “direzione strategica” e la “proprietà stessa” rimangano ancorate al paese o ciò è per Lei irrilevante?
Una risposta a questi quesiti non può arrivare, a mio giudizio, dal Commissario Straordinario, dalla Fondazione Banco di Sardegna, dalla Lega delle Cooperative o dalla Facoltà di Architettura di Alghero e neppure da Lei, mi consenta, ma deve venire da coloro che sono oggi gli unici legittimi proprietari dell’Ente e beneficiari dei lasciti: i cittadini di Santu Lussurgiu.
Se, come io credo, i lussurgesi avranno interesse a mantenere la proprietà ed il controllo della nuova fondazione vanno predisposti in anticipo tutti gli accorgimenti giuridici necessari per limitare la “partecipazione” degli altri soggetti interessati e per definire le modalità di gestione dei beni tenendo presente che sia l’amministrazione comunale sia “le persone indicate nelle originarie tavole di fondazione in ragione di loro particolari qualità”, da inserire nel consiglio di amministrazione, come specificato nelle norme di attuazione, potranno, in futuro, operare nella nuova fondazione solo per il tramite dei loro rappresentanti.
Ipotizzare oggi futuri progetti di riuso degli immobili ed attribuire ad essi un valore strategico ed anche il solo sottoscrivere dichiarazioni di intenti senza aver costruito i criteri di composizione del Consiglio di Amministrazione della Nuova Fondazione diventa quindi un puro esercizio retorico in quanto il potere decisionale reale sarà, in ogni caso, nelle mani dei nuovi amministratori.
Considerato che la Direzione Generale delle Politiche Sociali, Servizio affari generali, ha sollecitato, con lettera del 22 ottobre 2010 Prot. 13312 la presentazione di un piano di rilancio dell’IPAB che individui, in maniera specifica, le finalità e le attività che l’Ente, una volta trasformato, dovrà concretamente perseguire ed ha chiesto di definire con precisione quali siano i soggetti che al momento della trasformazione parteciperanno alla costituzione della Fondazione e quali siano gli apporti per la costituzione del patrimonio iniziale e per lo svolgimento delle attività istituzionali è urgente, prima di convocare gli Enti che avevano manifestato interesse, definire le questioni sopra elencate in modo da avere uno schema da proporre loro nel momento in cui dovranno essere chiamati a quantificare la loro disponibilità reale ed i loro apporti patrimoniali.
Suggerisco pertanto, come ebbi già modo di fare nel 2008, la costituzione di una Commissione che, fuori dalle polemiche che hanno caratterizzato la recente composizione delle cosiddette commissioni consiliari, sia comunque espressione dell’intero Consiglio Comunale e che abbia al proprio interno i rappresentanti delle categorie indicate nelle originarie tavole di fondazione.
Questa Commissione, sufficientemente snella, coordinata dal Commissario Straordinario e da un rappresentante della Giunta avrà il compito di tenere i rapporti con i cittadini con le modalità che si riterranno più opportune e di mettere a punto il nuovo statuto ed una proposta di composizione del consiglio di amministrazione che tenga conto degli elementi sopra menzionati, da far approvare in Consiglio Comunale e da sottoporre successivamente agli altri interlocutori; percorsi alternativi di gestione dirigistica della questione non sono per me ipotizzabili ma se Lei avesse altri suggerimenti da proporre sono pronto ad ascoltare.
Distinti saluti
Antonio Gavino Sanna

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