A proposito di Ente Legati Carta-Meloni

06/10/2010

La storia dei materassi continua

Filed under: Uncategorized — ipabcartameloni @ 17:57

Non avevo alcuna voglia di continuare ad occuparmi di questa squallida vicenda ma poichè gli scambi epistolari col Sindaco continuano mi limito a pubblicare il testo delle lettere ricevute e spedite e lascio ai lettori il giudizio.

LETTERA DEL COMMISSARIO AL COMUNE
IPAB Ente Legati Carta Meloni
c/o Commissario Straordinario
via E. d’Arborea 7
09075 Santulussurgiu

Spettabile Amministrazione Comunale
di Santulussurgiu
alla c.a. del Signor Sindaco

e, p.c.

Spettabile Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato dell’Igiene e Sanità
e dell’Assistenza Sociale
Direzione Generale delle Politiche Sociali
Via Roma 253 Cagliari

Santu Lussurgiu 23 luglio 2010

OGGETTO : Rimozione materiale risulta scavi “cantiere Autismo” accatastato “provvisoriamente”, da oltre un anno nel “campo piccolo” del Collegio e rimozione materassi ex beni Cooperativa Culturale collocati nello stesso sito su sua disposizione.

Egregio Signor Sindaco, ho appreso, dalla Stazione Guardie Forestali di Seneghe, che alcuni mezzi chiamati a domare un incendio sviluppatosi nel “Campo sportivo Grande” non sono potuti accedere all’area interessata in quanto i rottami accatastati ostruiscono la rampa d’accesso.
La invito, cortesemente, a volerne disporre la rimozione quanto prima ed a far rimuovere, nel contempo, anche i materassi, nascosti agli occhi dei cittadini nel comodo rifugio dell’area IPAB e non fatti smaltire forzosamente con addebito di spese e con l’aggravio di eventuali sanzioni ai responsabili dell’abbandono.

Distinti saluti
Antonio Gavino Sanna

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RISPOSTA DEL SINDACO AL COMMISSARIO

Cliccando sulla riga sottostante si può visualizzare la lettera di risposta inviatami dal sindaco, dopo due mesi, in data 23 settembre 2010.
lettera del sindaco 230910

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PRECISAZIONI E PUNTUALIZZAZIONI DEL COMMISSARIO ALLE AFFERMAZIONI CONTENUTE NELLA LETTERA DEL 23/09/2010

IPAB Ente Legati Carta Meloni
c/o Commissario Straordinario
via E. d’Arborea 7
09075 Santulussurgiu

Spettabile Amministrazione Comunale
di Santulussurgiu
alla c.a. del Signor Sindaco

e, p.c. A tutti i Consiglieri Comunali

Spettabile Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato dell’Igiene e Sanità
e dell’Assistenza Sociale
Direzione Generale delle
Politiche Sociali
Via Roma 253 Cagliari

Santu Lussurgiu 5 ottobre 2010

OGGETTO: Riscontro comunicazione datata 23 settembre 2010.
Prot. 4472.

Egregio Sindaco
Faccio seguito alla Sua comunicazione datata 23 settembre 2010 ricevuta in risposta alla mia lettera del 23 luglio.
Esprimo preliminarmente il mio forte disappunto circa la sua affermazione sulla mia incapacità a mantenere corretti rapporti istituzionali; la stessa, oltre ad essere del tutto gratuita, è palesemente rivolta alle orecchie di altri che poco o nulla sanno delle Sue pesanti assenze anche negli incontri “urgenti” col segretario comunale da lei stesso convocati, di quanto Ella abbia sempre evitato il confronto diretto sulle molteplici pendenze esistenti tra comune ed ente e non ultimo dei miei vani tentativi di farla esprimere sul futuro della IPAB.
Osservo ancora che dall’impostazione generale e dal tono delle parole che usa nella lettera, traspare un intento punitivo e di rivalsa nei confronti di chi, non ha fatto e non sta facendo altro che tutelare gli interessi dell’Ente che amministra e la propria incolumità fisica e morale.
Pertanto ancora una volta, e con grande rammarico, mi risulta necessario chiarire in forma scritta l’esatto susseguirsi degli eventi che evidentemente alla Sua vista appare travisato, così che, i fatti ed i documenti possano servire a respingere ogni tentativo di scaricare, ex post, sulla mia figura istituzionale ed ancor prima sulla mia persona, responsabilità che non mi appartengono.
Ciò premesso, passo ad affrontare la questione delle macerie presenti nell’area retrostante il collegio e provenienti dal cantiere finanziato con i fondi del Bando POR misura 5.2.
Le sembra davvero un’argomentazione sufficiente per chiamarsi fuori dalle responsabilità il fatto che l’impresa li abbia accatastati in quel luogo senza l’autorizzazione dei tecnici ? Chi è il committente dell’opera da cui provengono? A chi rispondono il responsabile del procedimento ed il direttore dei lavori? Quel che è certo, è che l’impresa, (e di questa questione, Lei era a perfetta conoscenza), aveva previsto di utilizzare di li ad un mese, una parte delle macerie, debitamente trattate, come materiale di riporto nella realizzazione delle fondamenta. Solo in tale ottica una parte dei materiali proveniente dagli scavi, venne accatastato nel piazzale.
A seguito della sospensione dei lavori da lei disposta e della conseguente chiusura del cantiere, la vicenda ha però assunto connotati del tutto differenti. Il mese o massimo i due mesi di tempo previsti per lo sgombero dell’area, sono diventati i diciassette mesi fino ad oggi trascorsi e durante questo tempo, più volte, mi sono state espresse le lamentele degli abitanti del quartiere per la polvere che arriva nelle case.
Queste nuove macerie, inoltre, sono andate a sommarsi a quelle già presenti nello stesso luogo, derivanti dalla demolizione del muro di recinzione del campo sportivo, disposta anch’essa dall’amministrazione comunale ben prima della mia nomina e mai rimosse.
Alle lamentele si sono poi aggiunti gli avvertimenti di alcune guardie forestali, le quali, a seguito di un piccolo incendio alle sterpaglie cresciute sulle macerie, oltre a contestarmi il mancato rispetto delle norme regionali antincendio, mi hanno messo sull’avviso che esisterebbero i presupposti per una denuncia penale per costituzione di discarica non autorizzata.
In sintesi la situazione sarebbe questa: l’amministrazione comunale ha demolito da tempo il muro di cinta ed ha lasciato, per anni, le macerie all’interno dell’area IPAB; successivamente, provenienti da un cantiere comunale attiguo vengono accumulate nella stessa area altre macerie; le sterpaglie crescono sia sulle vecchie che sulle nuove; scoppia un incendio di origine dolosa; intervengono le guardie forestali e…non solo sanzionano il legale rappresentante della proprietà, cioè il commissario, per aver disatteso le norme antincendio, ma gli prospettano anche una possibile denuncia penale per costituzione di discarica abusiva.
A questo punto, quando il commissario ha l’ardire di rivolgersi al responsabile di questo stato di cose, cioè l’amministrazione comunale in tutte le sue emanazioni presenti e passate, chiedendo di porvi rimedio, questa risponde dicendo di “evitare inopportune comunicazioni intimidatorie”!!! Lascio ad altri il giudizio, sulle Sue modalità di gestire i “corretti rapporti istituzionali”.
Le ricordo per l’ennesima volta che anch’io sono il rappresentante di una pubblica istituzione, e che la mia suscettibilità non è certo inferiore alla Sua, quando Lei attribuisce, per altri fini, intenti intimidatori alla mia richiesta.
Se per Lei è un atto intimidatorio l’invito formale rivoltoLe dal rappresentante di un ente pubblico, a prendere provvedimenti di Sua competenza, come dovrei interpretare il taglio della mia vigna??
In ordine all’altra questione dei materassi:
a beneficio di chi non conosce la vicenda è opportuno riepilogare i fatti: i cittadini notano,“per svariati giorni”(due nei rapporti dei vigili urbani intervenuti) dei materassi accatastati davanti all’ingresso dell’edificio Carta Meloni e (secondo lei) preoccupati per eventuali imprecisati atti vandalici (da compiere eventualmente su un pubblico e trafficato viale) chiamano i vigili.
I vigili svolgono un minimo di indagini e scoprono che i materassi sono usciti dai locali dell’edificio; vengo contattato per telefono da un vigile urbano che mi chiede gentilmente conto dell’abbandono dei materassi.
Gli rispondo che il giorno del presumibile abbandono ero impegnato a compilare l’inventario degli arredi della chiesa Don Bosco, in un’altra ala del fabbricato, insieme a due tecnici comunali, al titolare dell’impresa incaricata di eseguire i lavori e a due periti di parte da me incaricati, (il geometra Sig. Carlo Pische ed il Sig. Pietro Paolo Marras).
Mentre svolgevamo tali operazione ebbi modo di incontrare e salutare la dottoressa Boe, commissario liquidatore dei beni della disciolta Cooperativa Culturale Carta Meloni, in liquidazione coatta amministrativa, una sua incaricata e don Cambula, parroco del paese, accompagnato da un certo numero di aiutanti, chiamati per portar via dai locali dell’immobile, di cui la Boe ha le chiavi, due dei lotti di detti beni, da lui acquistati, di cui facevano parte sedie, armadi, letti ed un numero imprecisato di materassi.
Invitai pertanto il vigile urbano a rivolgersi a queste persone per sapere se i materassi abbandonati fossero gli stessi. Il vigile urbano, ringraziandomi per le informazioni fornite, mi salutò e mi assicurò che avrebbe chiarito la cosa e riferito poi a chi di dovere per i provvedimenti del caso.
Alcuni giorni dopo, fu Lei stesso sig. Sindaco, ad affermare in mia presenza di aver dato disposizione di rimuovere i materassi dal pubblico marciapiede antistante la facciata dell’edificio, alla quale erano appoggiati (vedi foto allegate) e di farli posizionare all’interno dell’area IPAB, nel cortile (adiacente al pubblico ampio e trafficato viale), che già contiene le macerie di cui sopra.
Certo Lei potrà smentire quanto sopra, ma in coscienza, dopo le sue ammissioni, ritengo che null’altro vi sia da “verificare con maggiori puntualità”.
Di fatto, comunque non per mio ordine, i materassi sono stati gettati alla rinfusa, in un angolo del cortile, non visibile dall’esterno, sotto due finestre ed a fianco di una porta, ed ancora oggi si trovano, proprio nel luogo dove i paventati vandali operano da anni indisturbati, divertendosi a spaccare i vetri a sfondare le porte e le finestre ed a compiere, a danno dell’IPAB, tutti quei misfatti che conosce e che non hanno mai ricevuto alcuna condanna ufficiale ne parole di riprovazione da parte sua. (vedi foto allegate e denuncie presentate ai carabinieri).
Consideri pure, se vuole, come ulteriori intimidazioni le mie domande, ma per favore, può darmi una spiegazione? E’ logico presumere, fin dal giorno dell’intervento dei vigili, che lei sia stato informato di come stavano le cose e che le siano stati comunicati i nominativi (da me forniti) delle persone cui chiedere conto dell’abbandono. Per quale motivo rimbalza a me, oggi, nella sua lettera, le stesse informazioni che io ho dato ai suoi subordinati circa tre mesi orsono??
Se le indagini dei vigili hanno poi portato all’individuazione dei responsabili, sulla base di quale altro strano ragionamento ha disposto la rimozione dei materassi dall’area pubblica (di sua competenza) ed il loro trasloco all’interno dell’area IPAB?
E’ sufficiente la giustificazione addotta “per non accrescere la percezione di completo degrado del caseggiato”? Se quella fosse la vera ragione e se fosse da interpretare come soluzione temporanea, non vi sarebbe stata alcuna questione, ma di fatto i materassi sono ancora là e se non riterrà a breve, di trovare congiuntamente una soluzione a questi problemi, mi vedrò costretto a tutelare la mia posizione segnalando quanto sopra all’autorità giudiziaria.
Problemi che potrebbero essere risolti con 10 minuti di franco e sereno confronto, farebbero, in tal caso, diventare “questioni di principio e di tutela della legalità” tutte le pendenze esistenti tra comune ed IPAB.
Questo fatto, che finirebbe col coinvolgere molte persone, attirerebbe certo molti giudizi negativi su di me, con la facile accusa di essere rigido e troppo zelante, (certamente non intimidatorio) ma non le sarà sicuramente di aiuto per la risoluzione dei problemi e per la realizzazione dei suoi progetti.
Con la speranza che il ricorso ai mezzi estremi possa essere evitato la invito a voler disporre quanto prima , un incontro chiarificatore, per trovare più idonee soluzioni.
Nell’attesa di un cordiale e costruttivo riscontro, porgo distinti saluti

Antonio Gavino Sanna

ALLEGATI: 1) Foto materassi prima della rimozione; 2) Foto materassi dopo la rimozione; 3) Foto vecchie macerie; 4) Foto nuove macerie; 5) Denuncie ai carabinieri.

materassi prima della rimozione
materassi dopo intervento sindaco
nuove macerie e materassi nell'angolo

vecchie macerie

macerie nuove dopo intervento impresa
cliccare sui titoli sottostanti per leggere denuncie
denuncia ai carabinieri febbraio 09
denuncia carabinieri giugno 09

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