A proposito di Ente Legati Carta-Meloni

21/12/2009

Prosegue frenetica l’attività della Giunta Comunale per la realizzazione del nuovo centro per la cura dell’autismo.

Filed under: Uncategorized — ipabcartameloni @ 15:13

Ho ricevuto, per conoscenza, copia della lettera, con la quale, a distanza di…. soli otto mesi…. dalla sospensione dei lavori nel sito inizialmente individuato per la realizzazione del nuovo istituto, con tutti i problemi già elencati in un articolo precedentemente pubblicato ancora da risolvere, il Sindaco di Santulussurgiu ha formalmente conferito l’incarico ai progettisti di valutare i maggiori oneri derivanti da uno spostamento del progetto in altra area , “sempre di proprietà dell’Ente!!!!”. Mi è sembrato opportuno portarla a conoscenza di tutti i cittadini per le considerazioni del caso. Se si considera che le elezioni amministrative sono previste per la prossima primavera appare evidente che l’attuale Amministrazione ha scarsissime probabilità di veder realizzata l’opera.
cliccare sotto per visionare la lettera
Nuovo incarico progettisti

04/12/2009

Delibera di solidarietà del Consiglio Comunale per il danneggiamento alla vigna del Commissario dell’Ente CartaMeloni.

Filed under: Uncategorized — ipabcartameloni @ 18:45

Questo è il testo della delibera assunta dal Consiglio Comunale.
cliccare sotto per leggere
deliberera di solidarietà allegata a lettera sindaco

Il Sindaco di Santulussurgiu, ignorando le risposte già fornite all’Amministrazione da parte del Commissario dell’Ente Carta Meloni, rinnova la richiesta di modifica della convenzione per il sito “Pilieri” ma non fornisce indicazione alcuna su come intende sanare il contenzioso aperto.

Filed under: Uncategorized — ipabcartameloni @ 18:31

Questo è il testo della lettera ricevuta:
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lettera sindaco collegata a rich.nuova conv.pilieri

Risposta del Commissario dell’Ente Carta Meloni alla nuova lettera del Sindaco.

Filed under: Uncategorized — ipabcartameloni @ 16:44

IPAB Ente Legati Carta Meloni
c/o commissario straordinario
via E. d’Arborea 7
0975 Santulussurgiu

Spettabile Amministrazione Comunale
di Santulussurgiu
alla c.a. del Signor Sindaco
alla c.a. della Segretaria Comunale
alla c.a. della Resp.Serv. Amministrativo
alla c.a. del Resp. Servizio Tecnico
e, p.c.
Spettabile Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato dell’Igiene e Sanità
e dell’Assistenza Sociale
Direzione Generale delle Politiche Sociali
Via Roma 253 Cagliari

Egregio Sindaco

Se per ventura, una persona qualunque, all’oscuro degli antefatti, avesse modo di leggere la sua lettera del 27.10.2009, protocollo 4884,(vedi allegato 1) nella quale manifesta “l’urgenza” di “ridefinire, con apposita convenzione, la destinazione d’uso dei terreni di Pilieri”, di “definire la proposta di accordo per permettere all’Amministrazione di subaffittare una porzione di tali aree”, “con preghiera di valutarla rapidamente”, si farebbe un’idea, del tutto erronea, di una Amministrazione che ha fretta di risolvere i problemi e di un commissario che latita noncurante dei disagi e che – sia pure indirettamente-, “incoraggia i cittadini incivili ed ignoranti ad accumulare i rifiuti nei bordi delle strade.”

Questa idea, mi permetta, costituirebbe un totale travisamento della realtà.

Già il precedente Presidente di codesto ente, con lettera del 22 gennaio 2001, prot.498, aveva formalizzato la richiesta di pagamento dei canoni di locazione del terreno “Pilieri” in arretrato fin dalla stipula della convenzione avvenuta in data 25.03.1983. Tale pagamento “parrebbe” sia stato effettuato fino al 2001 al solo importo nominale senza la rivalutazione anche se nella documentazione “ereditata” non ho trovato traccia alcuna. Dopo la mia nomina, nel 2006, non avendo riscontri documentali sul pagamento, (riscontri che invece nella contabilità di una amministrazione comunale dovrebbero esistere), rinnovai dapprima verbalmente e poi, perdurante il silenzio della sua amministrazione, formalizzai a mia volta, con la lettera datata 15 gennaio 2008 indirizzata alla Sua Persona ed all’Assessorato della Sanità nella quale si evidenziava altresì la questione del terreno Zagadennaghe, la richiesta di pagamento dei canoni a decorrere solamente dal 2001 per non far ricadere sulla sua amministrazione responsabilità pregresse.

A tale richiesta non seguì risposta alcuna da parte del Comune e, trascorsi altri quattro mesi, in data 15 maggio 2008, protocollo 2371, con successiva lettera indirizzata all’ Amministrazione Comunale, al Signor Sindaco ed al responsabile del Servizio Amministrativo, fu ancora il sottoscritto ad avanzare formale “Richiesta pagamento canoni locazione terreno Pileri. e Richiesta rinnovo Convenzione”, corredata di calcoli per l’adeguamento del canone agli indici ISTAT, applicati al 75% del loro valore e non al 100% come invece dovuto a termini di contratto, proprio con l’intento di venire incontro all’Amministrazione.

Il responsabile del servizio Amministrativo, rispose, un mese dopo, in data 13 giugno 2008, protocollo 2955, con una laconica comunicazione nella quale si chiedevano gli estremi del conto corrente bancario nel quale – riporto integralmente – “accreditare l’importo dovuto quantificato in € 1.810,69 periodo 2001/2007. Successivamente si procederà alla liquidazione del canone rivalutato quantificato in euro 1.410,04 a decorrere dal 2003, stante la mancanza attuale di risorse a ciò destinate”, nella citata comunicazione non si faceva cenno alcuno al sistema di calcolo utilizzato per arrivare alle cifre debitorie, totalmente differenti da quelle richieste.
In quella comunicazione, in ordine all’uso del terreno per finalità differenti da quelle previste nella convenzione stipulata in data 19.07.1983, richiamando la clausola che prevedeva la possibilità di un uso diverso degli impianti previo accordo tra le parti, l’Amministrazione tentò altresì di insinuare che detto accordo benchè meramente informale ci fosse stato, mentre la richiesta di rinnovo della convenzione veniva totalmente ignorata.

Le ricordo altresì che dopo alcuni giorni, nel corso di un colloquio da me richiesto per avere un chiarimento nel merito, fu Lei con atteggiamento quasi di stizza, che mi invitò ad incassare quei soldi in quanto erano gli unici disponibili, dicendomi che il comune non aveva soldi da sprecare, che non potevo pensare di sottrarre risorse a cose ben più importanti, che anch’Ella era convinto che un assenso per un uso differente del terreno ci fosse stato e che tutto sommato, forse, l’assenso non era neppure necessario.

Chiuso in questo modo il discorso, su posizioni totalmente distanti e con un atteggiamento della controparte certamente fuori luogo per un creditore moroso, ritenni opportuno comunicare al servizio amministrativo le coordinate bancarie per l’accredito di quanto disponibile, riservandomi di riflettere meglio sul da fare, posto che in quel momento la reazione istintiva era stata quella di dare mandato ad un legale per chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento, far accertare giudizialmente la morosità dei canoni e valutare quali conseguenze potessero avere tra l’altro, l’abbattimento e l’asportazione di un numero imprecisato di alberi di castagno eseguito per la realizzazione di lavori non autorizzati.

Mi astenni dal procedere in quel modo nella residua speranza in un ripensamento ma Le ricordo, che ad oggi la situazione relativa ai canoni è rimasta ferma a quanto già detto precedentemente, che a distanza di un anno e cinque mesi dal primo ed ultimo pagamento di € 1.810,69 non sono state ancora corrisposte neppure le cifre elaborate dal Servizio Amministrativo del comune e che pertanto permane tuttora lo stato di morosità.

Le rammento poi che solo in data 19 febbraio 2009, con lettera del Servizio Tecnico, protocollo 914, da lei controfirmata, cioè a distanza di otto mesi dall’ultima volta in cui venne affrontato il discorso relativo a Pilieri, fui informato che la Giunta Municipale con delibera n. 17 del 27 gennaio 2009 aveva stabilito di chiedere un parere legale all’avvocato Raffaele Miscali, del foro di Oristano, sulla concessione in subaffitto alla Ditta Firinu Giovanni Maria del terreno sito in località Pilieri e che l’avvocato Miscali aveva fatto pervenire il parere legale pro veritate richiesto, – riporto il testo esatto della comunicazione inviatami – “che si sintetizza… il comune potrà concedere in affitto l’area in questione solo ed esclusivamente previo consenso scritto, anche in ordine alle modifiche di destinazione d’uso del terreno, da parte del Legale Rappresentante dell’Ente proprietario dello stesso”.
Nella stessa lettera mi si chiedeva inoltre “il consenso formale e la disponibilità a stipulare la modifica del contratto principale(?), al fine di consentire all’Amministrazione comunale di poter subaffittare la porzione di terreno interessata all’attività legata alla realizzazione di un punto di accumulo per inerti e di un ecocentro, da affidare in gestione alla ditta Firinu Giovanni Maria. Data l’urgenza di intervenire, stante la delicatezza della materia e onde evitare ulteriormente la sospensione dell’attività della ditta medesima, si attende un positivo riscontro.”.

Rilevando che l’Amministrazione Comunale da Lei presieduta può serenamente permettersi di far passare i mesi e gli anni prima di giungere alla risoluzione dei “sempre urgenti problemi” ma che si sente comunque in dovere di metter fretta agli altri interlocutori, trattati quasi da sudditi insofferenti e molesti piuttosto che da cittadini o enti con parità di diritti, mi determinai ad acquisire, con richiesta formale di accesso agli atti, in primo luogo il testo integrale del parere pro veritate espresso dal legale, successivamente copia delle delibere di Giunta e di Consiglio ed altri documenti consegnati allo stesso, dei quali ignoravo l’esistenza e, considerata la complessità dei problemi che la lettura dei documenti mi aveva rivelato, decisi che sarebbe stato opportuno richiedere a mia volta consiglio ad un legale.

Comprenderà, spero, lo stupore da me provato, quando scoprii, assieme ad altre cose che fino ad allora avevo ignorato, 1) che il terreno oggetto del contendere e per il quale il comune non pagava regolarmente neppure il canone di locazione, in alcune delibere di Giunta e di Consiglio veniva definito “di proprietà comunale”; 2) che la concessione alla ditta Firinu per l’attuazione della quale mi veniva e mi viene sollecitato il consenso alla modifica del contratto di locazione e della destinazione d’uso era in realtà già stata affidata al medesimo con delibera di Giunta n. 60 del 28 maggio 2002.

Stando innegabilmente così le cose, mi sorprende enormemente che Lei possa considerare non condivisibili i miei toni epistolari forse un poco fuori le righe ma certamente giustificati e dovuti all’esasperante situazione che si protrae da diversi anni.
Riscontro positivamente la sua condivisione (seppur tardiva) sulle le mie osservazioni in ordine ai rapporti tra l’Ente e le Amministrazioni che si sono succedute.
Spero vorrà accettare la pacata e franca critica politica, ma quanto ad “innegabile leggerezza e noncuranza istituzionale”, nei confronti dell’Ente, per usare le sue stesse definizioni, la sua amministrazione non ha ancora espresso il necessario rigore che consenta di distinguerla nettamente da quelle precedenti.

Ritengo sia necessario un atteggiamento di maggior chiarezza e franchezza nei confronti delle uniche entità (Organo di Vigilanza ed Ente) che in concreto possono trovare le vie d’uscita percorribili per sanare gli errori commessi e ribadisco che il mio unico intento è sempre stato e continua ad essere, se me ne sarà dato tempo e modo, quello di portare a compimento il progetto condiviso(???) di trasformazione del vecchio Ente in una nuova Fondazione di diritto privato che non può permettersi di nascere trascinandosi appresso torbide diatribe e controversie ma necessita invece di serenità, risorse certe, derivanti da una gestione autonoma e moderna dell’intero proprio patrimonio e del sostegno convinto sia da parte dell’amministrazione comunale che da parte delle amministrazioni Provinciale e Regionale.

Tutto ciò premesso, le confermo la mia disponibilità alla risoluzione concreta di tutti i problemi nei termini già espressi nelle comunicazioni datate rispettivamente – 5 maggio 2009 e 6 luglio 2009. Queste sono le indicazioni fornitemi dai legali consultati e non ne possono esistere di differenti in relazione alle responsabilità oggettive che ricadono sulla figura di un commissario preposto alla tutela di un patrimonio pubblico.

In ordine alla bozza di convenzione inviatami, ritengo che sanata la perdurante morosità, come peraltro già specificato nella lettera del 05.05.2009, sin dalla premessa vadano meglio specificati i fatti che determinano la modifica della convenzione, la precedente e l’attuale situazione dei terreni, l’uso che il comune sta facendo di detto terreno sin dall’anno 2002 e ancora prima, il tipo di opere che sono state e che verranno ivi eseguite ed a carico di quali soggetti, quale sarà la sorte delle opere al termine della convenzione, la presenza di tutte le autorizzazioni per la idoneità del terreno all’uso richiesto, l’attestazione della presenza delle necessarie autorizzazioni in capo al soggetto subaffituario e comunque ogni ampia liberatoria in capo all’ente sull’uso passato, presente e futuro del terreno. Va definito infine un congruo importo dei canoni che tenga peraltro in considerazione il grave depauperamento che il valore del terreno ha patito a seguito della sua espoliazione arborea ed il sostanzioso beneficio che ne è derivato e ne deriverà alle finanze del comune in ragione dello specifico uso consortile del sito.

La ringrazio infine per la solidarietà manifestata nei miei confronti dall’intero Consiglio Comunale e per la ferma condanna dell’atto intimidatorio subito e vorrei che si facesse interprete dei miei sentiti ringraziamenti nei confronti di tutti i consiglieri manifestando però le mie perplessità all’ipotesi lasciata trasparire nell’intervento di qualche consigliere che la matrice di tale atto debba necessariamente essere fatta risalire al mondo agro-pastorale col quale ho sempre mantenuto ottimi rapporti.

Santulussurgiu 16 novembre 2009

p. IPAB Ente Legati Carta Meloni
Antonio Gavino Sanna

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