A proposito di Ente Legati Carta-Meloni

03/06/2009

Richiesta trasformazione IPAB Ente Legati Carta Meloni in Fondazione di Partecipazione ONLUS Carta Meloni

Filed under: Uncategorized — ipabcartameloni @ 20:58

Richiesta di trasformazione IPAB Ente Legati Carta Meloni

da Fondazione di Diritto Pubblico  a Fondazione di Diritto Privato

con la seguente specificata tipologia e denominazione:

Fondazione di Partecipazione ONLUS Carta Meloni

PREMESSA

Sono stato nominato Commissario Straordinario dell’Ente Legati Carta Meloni nel maggio del 2006 e devo dire che a causa dell’accoglienza poco calorosa riservatami dagli ex amministratori e dai componenti superstiti della Cooperativa Culturale Carta Meloni il primo impatto con questa realtà non è stato molto felice.

I primi, forse scontenti dell’estromissione, mi hanno semplicemente ignorato per oltre un mese prima di mettermi in condizione di capire quale fosse la situazione amministrativa dell’Ente, quali fossero le stesse proprietà ed a chi fossero stati concessi in locazione i terreni.

I secondi che vantavano diritti sui fabbricati di proprietà dell’Ente disconoscendo la rescissione della Convenzione che li aveva immessi in possesso, deliberata dall’ultimo Presidente, in regime di prorogazio, un anno prima, hanno fortemente contestato il mio primo atto, la presa di possesso, intimandomi per iscritto di consegnare loro le chiavi delle serrature che avevo provveduto a far sostituire e minacciandomi di denuncia.

Anche l’amministrazione comunale, che pur aveva sollecitato il commisariamento, risultò poco incisiva: rassicurava, a parole, gli uni e gli altri che si sarebbe mossa per cercare soluzioni, ci fu uno scambio di opinioni con un consigliere comunale che era anche membro della Cooperativa Culturale ma non fu mai convocato un’incontro formale sull’argomento.

Da alcuni colloqui avuti col Sindaco e con altri amministratori capii che si attendeva soltanto la soppressione dell’Ente e che solo successivamente si sarebbero posti il problema del cosa fare di questi beni.

Si parlava, anche fuori dall’amministrazione, di vendere i terreni e di utilizzare il ricavato per interventi urgenti sul fabbricato del Collegio e qualcuno, ad ogni buon conto, mi manifestò il suo interesse all’acquisto nel momento in cui si fosse proceduto in quella direzione.

Non sapevo ancora che la storia stava minacciando di ripetersi in maniera sfacciata.

Quando iniziai a frugare in quello che, sia pur trascurato, ritenevo fosse un archivio prezioso, constatai, mio malgrado, che degli oltre centocinquanta anni di storia dei lasciti Carta Meloni, rimanevano soltanto tre registri che riportavano i verbali delle assemblee e le deliberazioni dell’Ente dal 1902 al 1952.

Informai di questo il Sindaco e lo stesso Dr. Chessa mi disse che, qualche tempo prima, navigando in internet, aveva trovato un sito nel quale, tra le altre cose, si mettevano in vendita documenti originali relativi ai lasciti Carta Meloni.

La maggior parte dei pochi altri documenti storici superstiti è conservata in fotocopia, quindi gli originali sono esistiti, e di parecchi di essi è stata effettuata una versione dattiloscritta, presumibilmente, dal Prof. Diego Are.

Tralasciando queste considerazioni, mi resi conto che nonostante tutto, la lettura di questi documenti mi apriva un mondo di cui già avevo vagamente sentito parlare ma che vedevo ora documentato nero su bianco.

Verificare che alcuni degli eventi che stavo vivendo in quel momento in relazione alla vita dell’Ente, si erano già verificati, in maniera pressocchè identica, più di cento anni prima, mi sconvolgeva.

Battaglie giuridiche per l’accaparramento dei lasciti, amministrazione disinvolta dei fondi e dei beni, interesse privato, scontri di principio tra laici e religiosi, dibattito  tra i fautori del pubblico e quelli del privato, scontro sulla parità uomo-donna nel diritto all’istruzione; il tutto in un microcosmo oligarchico limitato ai principali rappresentanti di una collettività che pur apparendo passiva rispetto agli eventi, nei momenti cardine delle scelte da compiere faceva sempre sentire il suo peso.

Cominciai a chiedermi se fosse davvero necessario e se fosse giusto che le cose di oggi dovessero risultare la fotocopia di quelle di ieri e se fosse etico e morale stare con le mani in mano lasciando ad altri il compito di decidere la vita o la morte di un Ente che, nel bene e nel male, ha rappresentato nel mondo un modo particolare di essere e di intendere dei cittadini lussurgesi.

La scheda storica allegata è assolutamente necessaria per chi non ha alcuna conoscenza delle vicende dell’Ente, diventa infatti un supporto indispensabile per gli elementi di riflessione che essa può offrire; solo da una conoscenza delle vicissitudini e dei travagli superati nel tempo da questa preziosa istituzione si possono trarre le argomentazioni per dare risposta al quesito da risolvere oggi (Vedere apposita Scheda Storica).

E’ ancora utile tenere in vita l’Ente Carta Meloni?

La risposta è sì con forza, la sua sopravvivenza non può dipendere infatti da una mera verifica contabile delle entrate e delle uscite.

Ho fatto il bancario per oltre trenta anni e conosco bene l’importanza del fattore economico e del rapporto che deve esistere tra patrimonio immobilizzato ed infruttiffero e liquidità corrente ma certe volte questa fredda valutazione non è sufficiente, non credo ci si possa limitare a prendere per buoni i risultati di uno scoring che pure va fatto, bisogna andare più a fondo.

In questa vicenda, a mio giudizio, è il fattore sociale ad essere determinante.

Il patrimonio dell’Ente, a scanso di equivoci, è di tutto rispetto, non stiamo parlando di bazzecole, la perizia giurata effettuata dal tecnico incaricato, (Vedi Fascicolo) stima il valore complessivo di tutti gli immobili in 4.876.116,75 euro, (quattromilioniottocentosettantaseimilacentosedici euro e 75 centesimi).

Chi ha esperienza di queste cose sa, che in genere, le stime dei tecnici sono quasi sempre prudenziali ed a conferma di questo ho ricevuto offerte, per due dei terreni, nettamente superiori al valore di perizia; queste sono le regole del mercato, chi ha interesse paga di più.

Le schede tecnico-estimative allegate, (vedi Allegato 1) e la visure catastali (vedi Allegato 2) illustrano e descrivono con fotografie ed immagini satellitari, le caratteristiche, l’ubicazione dei terreni e dei fabbricati ed il valore di stima :

parliamo dunque di un valore reale nettamente superiore ai 5 milioni di euro.

Sul conto corrente aperto presso la locale sede del Banco di Sardegna, al 15 ottobre c.a. risultavano in deposito circa 9.000,00 euro al netto della parcella del tecnico che ha effettuato la perizia giurata che ammonta a circa 4.000,00 euro, ritenuta d’acconto compresa.

Dovrebbero entrare in cassa altri 2.000,00 circa in quanto il canone di locazione dei terreni viene di norma pagato da settembre a novembre.

Nei primi mesi del prossimo anno, il Comune di Santulussurgiu dovrebbe pagare il canone aggiornato per il terreno in località Pilieri, calcolato in euro 1.410,04 e rimarrà da definire il problema delle somme arretrate, già parzialmente riscosse.

Questo ritardo è stato giustificato con la seguente motivazione “stante la mancanza attuale di risorse a ciò destinate”.

Le entrate annuali ammontano, a partire dal corrente anno, a euro 5.000,00.

Tornando alla perizia giurata ed ai valori di stima troviamo: la chiesa Don Bosco, tabella 16 – scheda 16,- immagini 7, 8, 9, 10, cui è stato attribuito un valore di 385.000,00 euro e che verrà parzialmente ristrutturata (copertura ed impianti) con un primo finanziamento regionale di 200.000,00 euro già stanziati.

Un finanziamento di importo analogo è stato promesso per un intervento successivo.

Sempre alla tabella 16 – scheda 16, – immagini 12 lato sinistro e 18, troviamo l’alloggio San Francesco composto da due piani e da un vasto cortile interno con annesse tettoie e pertinenze in disuso.

Il valore di questo immobile è stato stimato in circa 290.000,00 euro nelle condizioni attuali.

Verrà completamente demolito entro l’anno assieme a tutte le pertinenze per lasciar spazio ad una struttura residenziale ad alta intenzionalità terapeutica, con sostegno continuativo, destinata ad ospitare persone con disturbo mentale , rivolta principalmente a persone con disturbo generalizzato dello sviluppo, come l’autismo e altre patologie di grande dipendenza; l’opera e stata già finanziata per l’importo complessivo di 640.000,00 euro a valere sul bando POR misura 5.2 – Azione 5.2.a “La qualità della vita nelle città: miglioramento dell’offerta di servizi sociali e assistenziali.”

L’area in questione è stata concessa al comune in piena disponibilità perchè venisse “ristrutturata e resa idonea” allo scopo enunciato, riservandosi di regolamentare in modo stabile, con successivo atto e con apposito contratto, le modalità di cessione.

Si partiva, al momento della firma della cessione, dall’assunto che in ogni caso il comune sarebbe subentrato presto nelle proprietà a seguito della soppressione della IPAB.

E’ chiaro pertanto che la formulazione di questo impegno consente alla IPAB o alla nuova identità giuridica che verrà chiamata a succedergli, di avere voce in capitolo per un equo indennizzo che non necessariamente dovrà essere di carattere economico.

Il corpo del fabbricato “Collegio“, tabella 16 – scheda 16, – immagini 11, 12, è stato stimato 3.493.850,00 euro e detta cifra costituisce circa il 65% dell’intero patrimonio; verificate le condizioni di degrado in cui si trova e gli interventi urgenti di cui avrebbe bisogno, non si può negare che questo sia il maggior onere a carico del bilancio dell’Ente ed il più grande problema da risolvere.

Questo immobile però, pur nel suo degrado, costituisce il vero punto di forza del progetto se verrà accolta la richiesta di trasformazione della IPAB in Fondazione di diritto privato.

E’ infatti su questo immobile che si soffermano le attenzioni degli operatori economici privati e pubblici che hanno visitato i locali.

I grandi saloni luminosi del piano terra, con archi di pietra a vista,(immagine 2) che si aprono sugli ampi spazi dei campi da gioco, la piena accessibilità, oggi da tre lati ed una volta conclusa l’opera sull’Alloggio San Francesco, da tutti e quattro lati, fanno sognare albergatori e gestori di cliniche private; duemila metri quadrati di coperto a piano per i primi due piani e circa settecento al terzo piano, con ampi finestroni che si aprono su un panorama d’incanto, fanno pensare all’insediamento di una miriade di attività potenziali.

Due saloni del piano terra vennero ristrutturati, tra il 2001 ed il 2003, grazie ad un intervento del comune, a valere su fondi ex Legge 37/98, al fine di agevolare un tentativo di avvio di collaborazione tra Cooperativa Culturale Carta Meloni e Università Cattolica di Milano.

Sugli stessi ambienti si è concentrata l’attenzione dei docenti della facoltà di Architettura di Alghero.

Nel fare i rilievi per il progetto di ristrutturazione dell’Alloggio San Francesco, che venne loro assegnato, ebbero modo di studiare le caratteristiche architettoniche dell’edificio e si impegnarono a “far qualcosa” per un suo utilizzo concreto ipotizzando corsi estivi, master ed attività didattiche di supporto che si sarebbero potute tenere in quei locali.

Non potendo altro, anche una riprogettazione gratuita degli spazi e degli interventi da compiere per renderlo adeguato alle esigenze di oggi, costituirebbe un grande contributo ed il preside della facoltà, Prof.Giovanni Maciocco, che ricordava la grande fama raggiunta dalle scuole Carta Meloni, ha garantito il suo sostegno a tutte le iniziative mirate al mantenimento in vita dell’Ente. (Vedi Lettera Allegata)

Analogo sostegno è venuto dal Presidente della Fondazione Banco di Sardegna, Avv. Antonello Arru, col quale ebbi modo di parlare più volte dei problemi dell’Ente e che si interessò moltissimo alle vicende storiche ed attuali dei Legati che già, in parte conosceva, perchè suoi familiari e conoscenti erano stati alunni della scuola.

Seguendo il suo consiglio ho predisposto una scheda conoscitiva sulle problematiche dell’Ente da presentare al Consiglio di  Amministrazione della Fondazione Banco di Sardegna ed ho chiesto il loro formale sostegno.

La Fondazione ha risposto in maniera positiva aderendo all’iniziativa e se il progetto di trasformazione andrà in porto si tratterà di definire i termini del suo coinvolgimento.  (Vedi lettera Allegata)

Molto concreto è stato il rapporto con la Lega delle Cooperative di Oristano, rappresentata dal Dott. Claudio Atzori, cui aderisce la Cooperativa Sociale “Che Frades” di Santulussurgiu firmataria del parternariato per la gestione della struttura sanitaria realizzanda nei locali dell’Ente.

In buona sostanza la Lega fa un ragionamento utilitaristico che può essere sintetizzato in questo modo:

prima di tutto abbiamo interesse a sostenere qualsiasi iniziativa che crei maggiori occasioni di lavoro tra i nostri associati;

tra di essi abbiamo tutto quello che può essere necessario a far nascere (non in senso figurato) una nuova iniziativa, dalle fondamenta alla gestione dei servizi, alla ricerca di sinergie;

abbiamo cooperative che operano in tutti i campi ed alcune di esse hanno anche la liquidità necessaria per nuovi investimenti.

Considerato che negli ambienti interessati qualcuno dei “nostri” dovrà pur lavorarci, perchè non vedere se si possono promuovere attività che possano essere collaterali e di sostegno a quelle che in ogni caso si andranno a svolgere?

Tutto il campo socio-assistenziale, di sostegno alla persona, centri Fitness e Centri Benessere, beauty farm, Residenze Sanitarie Assistite, case-albergo per anziani …é compreso nel campo d’azione delle nostre cooperative ed i soldi non sono un problema.

Mettetevi in condizioni di poter decidere e noi vi sosterremo.

Anche la Lega delle Cooperative garantisce dunque il suo sostegno ed anche con essi bisognerà definire i termini del rapporto di collaborazione una volta messo in piedi lo strumento giuridico per poterlo fare.

(vedi Lettera allegata)

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Altri Elementi su cui riflettere.

I terreni di proprietà

La maggior parte dei terreni è adibita a pascolo, vi sono tre uliveti,(scheda 6, tabella 6 – scheda 8, tabella 8 – scheda 9, tabella 9) una vigna,(scheda 11, tabella 11) un castagneto (scheda 3, tabella 3)  e un bosco (scheda 7, tabella 7); un altro terreno in località Pilieri,(scheda 4, tabella 4)  che in origine era un castagneto, è stato ceduto in locazione al comune ed attualmente è adibito ad isola ecologica. Sull’utilizzo di questo terreno (ed anche di altri) da parte del Comune, non più conforme al contratto originario che prevedeva la realizzazione di ricoveri per il bestiame espulso dal centro abitato, sarà necessario aprire un confronto con l’amministrazione.

Esaminando con attenzione il potenziale costituito dal non disprezzabile patrimonio terriero si possono ipotizzare utilizzi diversi e/o complementari alla semplice concessione in affitto per pascolo, che è stata la strada seguita finora.

Le potenzialità ci sono, vanno sapute sfruttare e questo può essere fatto da una amministrazione nella pienezza dei poteri non da un Commissario che,in teoria, rimane in carica soltanto sei mesi.

Dieci ettari di terreno adibiti a rimboschimento, solo per fare un esempio, darebbero un reddito annuo di tremilacinquecento euro, cifra che oggi si raggiunge col fitto di tutti i terreni di proprietà:

Si potrebbe, per esempio,  favorire la nascita di una cooperativa agricola, magari di giovani, che si impegni a far fruttare meglio questi terreni.

Una gestione più oculata, infatti, anche con investimenti minimi, di parte dei terreni potrebbe garantire all’Ente introiti di gran lunga superiori a quelli attuali e tali da poter facilmente ottenere la concessione di modesti finanziamenti da investire sul Collegio per rendere agibili porzioni di fabbricato (da individuare con attenzione) e che, a loro volta, potrebbero essere produttive di reddito.

Questa considerazione, è resa necessaria dal fatto che viste le dimensioni dell’immobile ed i soldi occorrenti  per la sola manutenzione ordinaria, almeno una parte delle attività in esso svolte debbono essere produttive di reddito.

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Possibili utilizzi del fabbricato “Collegio” collegabili a quello individuato per la “Casa Fuentes” nell’Alloggio San Francesco.

L’allungamento dell’aspettativa di vita verificatosi negli ultimi anni ha generato un progressivo invecchiamento della popolazione e non v’è dubbio che uno dei  campi nei quali si registra più domanda è quello dei servizi alla persona, dell’assistenza geriatria e dei centri benessere.

Per quanto riguarda l’assistenza agli anziani esiste in paese un’esperienza pluriennale in materia e nell’ipotesi di un impegno dell’Ente nel settore, creando per esempio una Residenza Sanitaria Assistita basterebbe trovare un’intesa con la Cooperativa implementando il numero degli addetti e si potrebbe già in loco risolvere il problema del personale di assistenza a tutto vantaggio dell’occupazione; si potrebbe poi concordare con la ASL la parte relativa al personale medico considerato anche il fatto che nella nuova struttura residenziale è previsto un presidio medico.

In questa ipotesi se l’Ente avesse natura giuridica di carattere privato, anche nella scelta dei soggetti cui affidare la gestione di un eventuale reparto di assistenza geriatria e gli stessi servizi di pulizia e di cucina, ci sarebbero minori adempimenti burocratici.

Un’altra attività, che con gli spazi disponibili potrebbe essere accolta, sarebbe quella di un centro di aggregazione sociale per giovani e adulti di cui ci sarebbe un gran bisogno considerati anche alcuni episodi di devianza verificatisi in paese.

Servizi sociali dunque, possibilmente a  costo contenuto per  i cittadini di Santulussurgiu ma a prezzi di mercato per esterni solvibili;  nella definizione di “esterni solvibili” potrebbero rientrare le centinaia di migliaia di  pensionati benestanti provenienti dal nord Europa ma anche dai paesi dell’Est che dopo aver invaso la Spagna e il Portogallo sono già sbarcati ad Alghero e Bosa e si stanno espandendo verso le coste dell’oristanese.

Questo grande mercato dell’Assistenza agli anziani guarda con grande interesse anche ai centri benessere la cui popolarità è in fase crescente anche tra i giovani mentre l’offerta è limitata.

Per la posizione in cui si trova Santulussurgiu si potrebbe agevolmente sfruttare anche il richiamo dell’acqua buona; Siete Fuentes e San Leonardo sono un marchio già conosciuto nel mercato isolano e l’acqua consente una pluralità di impieghi terapeutici.

Le varie disquisizioni sul concetto di “acqua madre” o “acqua a luce bianca” che avrebbe caratteristiche fotoniche particolari in grado di rigenerare gli organismi malati, che si troverebbe solo in pochissimi posti (San Leonardo è uno di questi) e che non perde le sue caratteristiche al trasporto, possono anche far sorridere ma le “credenze popolari” sono da sempre state un forte catalizzatore di risorse che rende determinati luoghi e cose più appetibili di altri. E’ forse utile ricordare che proprio a San Leonardo esisteva un ospedale gerosolomitano (templari).

Chi ha avuto modo di conoscere località come Fiuggi, Chianciano, Abano Terme ecc., sa benissimo che lo sfruttamento economico delle acque e dei fanghi non avviene necessariamente alla bocca delle fonti e che le distanze tra uno stabilimento e l’altro sono, certe volte, ben più ampie dei cinque chilometri che separano S.Lussurgiu da San Leonardo.

Al Forte Village di Santa Margherita di Pula , al T hotel di Cagliari (ma non sono casi isolati) sono attivi da diversi anni dei centri benessere molto rinomati e sono, quasi per intero, gestiti da professionisti sardi che possono essere agevolmente contattati per avere un parere di fattibilità.

Un ulteriore elemento sinergico da tenere in considerazione è dato dalla concreta possibilità che lo studio di fattibilità sul progetto “Septem Fontem” , finanziato dalla presidenza della Giunta Regionale, possa tradursi in qualcosa di concreto.

Si tratta di far nascere un parco incentrato sull’acqua, nel quale, riprodotti in via artificiale ed in scala minore, con l’ausilio anche di supporti informatici, si potrebbero ammirare tutti i cicli dell’acqua e tutti i fenomeni naturali che l’acqua è in grado di creare.

Un flusso costante di persone e di scolaresche in gita di apprendimento hanno pur bisogno di servizi essenziali quali il mangiare e il dormire.

Altre sinergie possono essere trovate col progetto “Himnos” rete territoriale delle polivocalità popolare e liturgica e paraliturgica, finanziato con oltre due milioni di euro e di cui Santulussurgiu è comune capofila.

Sia il progetto Septem Fontem sia il progetto Himnos e lo stesso progetto “Fuentes” dovranno pur avere una struttura di gestione:

perchè non ipotizzare un’unica struttura di gestione che rientri  all’interno delle attività della “Fondazione di Partecipazione ONLUS Carta Meloni” che avrebbe nel suo statuto anche questi campi di intervento?

Su questa ipotesi  è stato avviato con l’amministrazione comunale un inizio di ragionamento, ancora tutto da approfondire, ipotizzando anche intrecci societari la cui fattibilità sarebbe agevolata dalla particolare natura giuridica della Fondazione di Partecipazione.

Per non snaturare il fine istitutivo e mantenere oltretutto vivo un filo conduttore con un passato importante che non è opportuno mettere da parte e che può essere proficuamente utilizzato per rafforzare l’ipotetico nuovo Ente,  le previsioni statutarie proposte mantengono  la possibilità di operare a tutto campo nel settore dell’istruzione ed in questo campo un ulteriore apporto di idee e di contributi può arrivare da personaggi importanti che hanno avuto un legame col Collegio e che oggi ricoprono importanti cariche (anche politiche) o che sono diventati professionisti affermati.

Si è già ipotizzato, in passato, di coprire i bisogni formativi dei giovani del paese, sia nel campo scolastico che in quello  della formazione professionale,  facendo arrivare in loco, anche con l’impiego dei moderni strumenti informatici, ciò che oggi si è costretti a ricercare altrove con costi sempre meno sostenibili per le classi sociali più deboli.

Questo filone di ragionamento ritengo possa essere ripreso ed approfondito con maggiore semplicità una volta liberato dai condizionamenti che lo legavano  a gestioni da affidare ad elementi terzi  che, l’esperienza insegna, in passato hanno sempre generato vincoli e condizionamenti di difficile soluzione.

Perché escludere a priori una gestione diretta dell’Ente che si avvale di uno o vari Comitati Scientifici?

Considerato lo spazio disponibile, nei locali del collegio  vi è inoltre la fondata possibilità di dare una casa alle varie associazioni sia di carattere culturale che religioso sparse qua e la per il paese.

Nell’ambito delle stesse associazioni , se regolarmente costituite, potrebbero essere individuati, per esempio, alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Ente.

Un altro settore che potrebbe essere agevolmente sfruttato è quello convegnistico/congressuale: completando i bagni del piano terra e verificando la stabilità strutturale del solaio della palestra , tutto il piano terra potrebbe essere facilmente reso disponibile e dopo un’adeguata pubblicizzazione utilizzato come centro congressi.

Non va neppure escluso il fatto che non esistendo in paese una struttura adeguata per accogliere feste e matrimoni anche questa esigenza possa trovare soluzione essendo tra l’altro agevolata dal fatto di avere, nel corpo egli immobili, una bella Chiesa.   (Richieste per questo utilizzo ci sono già state)

La ristrutturazione delle sale del piano terra potrebbe addirittura essere complementare alle attività di ristorazione esistenti oggi nel paese che sono quasi tutte di piccole dimensioni e non sono in grado di soddisfare eventuali richieste per grandi eventi

Le varie sale potrebbero essere di volta in volta date in affitto agli stessi ristoratori che dovrebbero preoccuparsi del solo servizio di catering.

Una struttura così concepita potrebbe essere un ulteriore veicolo di promozione delle produzioni e dei saperi locali nei campi dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’artigianato; i locali potrebbero  essere infatti arredati con vetrine, cartelloni, diffusori di immagini, opuscoli che richiamino l’attenzione su questi settori.

– –

A questo punto, verificata e valutata la possibilità reale di adibire i locali del collegio ad una molteplicità di impieghi e di far svolgere all’Ente sotto una veste giuridica diversa una miriade di compiti,

SI RITIENE

che sarebbe un errore assolutamente deleterio lasciare che un patrimonio culturale lungo un secolo e mezzo, (nato tra l’altro per l’espressa volontà dei cittadini del tempo di separare nettamente le attività dell’Ente da quelle dell’Amministrazione Comunale, dopo le note vicende ed i danni causati dalla gestione pubblica e dal conflitto di interessi,) rientri in pieno nel calderone della gestione pubblica diretta e vada quindi sostanzialmente disperso.

SI CONSIDERA

Necessario ed opportuno, nell’interesse di tutta la comunità e nel rispetto delle volontà testamentarie  salvare l’Ente.

Si tratta di compiere una scelta che mantiene inalterato lo spirito benefico ed assistenziale voluto dagli illuminati benefattori e conserva le finalità di pubblico interesse.

L’amministrazione comunale entrerebbe comunque nel nuovo consiglio di amministrazione che però avrebbe quella autonomia gestionale voluta con forza e profonda convinzione dai fondatori e dai cittadini lussurgesi.

Questa scelta che auguriamo venga condivisa richiamerebbe a nuova vita  l’Ente Legati Carta Meloni assegnando  un nuovo e più moderno ruolo a questa antica Istituzione.

Per il Commissario straordinario ed anche per l’Amministrazione Comunale che nel tempo ha maturato questo convincimento, ( Vedi Delibera Allegata) la soluzione da adottare è solo questa:  invitiamo pertanto codesto spettabile Assessorato a prendere visione della proposta di modifica dello Statuto congiuntamente messa a punto e che vuole essere solo una base di partenza in quanto si chiede il vostro qualificato parere sulla composizione del Consiglio di Amministrazione che in una prima fase dovrebbe essere costituito solo da elementi che, a grandi linee, tenuto conto dell’evoluzione legislativa e scolastica e della necessaria flessibilità richiesta in fase di avvio, rispecchino le volontà testamentarie dei benefattori.

Sarà compito di questo organismo intrattenere le istituzioni e le organizzazioni che già hanno manifestato il loro interesse per concordare con esse le modalità di partecipazione.

Le previsioni di cui all’All’Art. 2 comma 4 del Decreto del Presidente della Regione 22 luglio 2008, n.3 sono sostanzialmente rispettate eccetto per quanto riguarda il punto b); mi perdonerete, non voglio essere ridicolo e non mi sembra necessario spendere soldi per stimare, sotto giuramento, un armadio metallico privo di serratura, una scrivania tarlata, una sedia in metallo con seduta in vinile, strappata, ed una vecchia macchina da scrivere olivetti 44, le uniche altre cose che hanno valore “storico” sono i tre registri dei verbali e delle delibere dal 1902 al 1952 e pochi altri documenti.

La relazione illustrativa sull’attività svolta di cui al punto c) del gia citato articolo è veramente sintetica in considerazione della situazione data.

Questo Ente era paralizzato, il Consiglio di Amministrazione decaduto, La Cooperativa Carta Meloni occupava (e occupa) tutti gli ambienti degli immobili, buona parte degli immobili è fatiscente anche per manutenzioni non fatte da anni, buona parte dei terreni di proprietà sono abbandonati, le amministrazioni comunali che hanno preceduto quella attuale hanno letteralmente abusato dei suoi beni, l’attuale amministrazione comunale ha chiesto il commissariamento.

Arriva il commissario a cui occorrono diversi mesi prima di capire la situazione venutasi a creare, prendere i primi contatti e assumere le prime decisioni.

In questa situazione non si è certamente in grado di dare avvio ad alcuna iniziativa  e ci si limita a dare supporto ad attività  già programmate da altri ospitando il corso di arti figurative degli studenti americani della Columbus University, gli artisti dell’Isola del Teatro col laboratorio di cinema nell’ambito dell’Estate Culturale Lussurgese.

L’attività più importante credo sia stata quella di pungolare e cercare di far riflettere l’Amministrazione Comunale sul fatto che non fosse affatto scontata l’abrogazione dell’Ente.

Questo messaggio è stato recepito, si è capito quali potevano essere le potenzialità, oggi anche l’Amministrazione Comunale sostiene questa tesi e di questo sono soddisfatto.

I requisiti di legge per operare la trasformazione, a mio giudizio ci sono tutti in quanto si rientra in pieno nelle previsioni già sancite dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 1990  all’Articolo 1, punto 5, lettera (c.

Si ribadisce pertanto l’istanza di trasformazione in Fondazione di diritto privato senza fini di lucro ai sensi dell’Art. 5 del regolamento di attuazione della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona). Trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.

La deliberazione dell’organo competente sotto forma di atto pubblico contenete lo statuto, prevista al Capo III , Art. 14, punto 2,  verrà assunta quando codesto Spettabile Assessorato avrà espresso parere positivo alla richiesta e comunicato le modifiche da apportare alla Bozza di Statuto predisposta che trasmettiamo in allegato (Vedi Bozza Statuto allegata).

In considerazione del Fatto che la Fondazione di partecipazione è un istituto relativamente nuovo ci siamo permessi di allegare alla presente istanza la seguente scheda.

SCHEDA

La Fondazione di Partecipazione è caratterizzata da una pluralità di fondatori ; nel nostro caso possono essere l’Ente, il Comune, le Associazioni, l’ASL ecc.. che partecipano alla sua fondazione con le modalità stabilite dall’atto costitutivo.

Le eventuali adesioni non debbono necessariamente essere contestuali alla sua nascita ma possono essere differite nel tempo perché questo tipo di Fondazione non ha natura prettamente associativa e la possibilità che ai soggetti originari possano aggiungersene altri rimane aperta nel tempo.

Questo tipo di fondazione ha un patrimonio a struttura aperta al quale ci si può iscrivere senza alcuna formalità secondo le norme stabilite nello statuto e che consistono nella semplice adesione ai principi ed agli scopi dell’Ente. Naturalmente gli scopi debbono essere di pubblica utilità e debbono essere esplicitati nello statuto.

E’ possibile la presenza di enti pubblici sia in veste di fondatori sia mediante la nomina di rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione;

di privati, enti o aziende finanziatori;

di aderenti o sostenitori che col versamento di somme di danaro sia una tantum che periodiche, con la prestazione di lavoro volontario o con la donazione di beni materiali o immateriali contribuiscono in maniera determinante alla sopravvivenza della Fondazione ed al perseguimento delle sue finalità.

Santulussurgiu 23 ottobre 2008

Per IPAB Ente Legati Carta Meloni

Il commissario straordinario

Antonio Gavino Sanna

allegati:

lettera adesione preside Facoltà di Archittettura Alghero;

lettera direttore Legacoop OR;

lettera presidente Fondazione Banco Sardegna.

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Lettera di accompagnamento alla richiesta di trasformazione in Fondazione

Filed under: Uncategorized — ipabcartameloni @ 20:57

Lettera di accompagnamento inviata all’Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna per presentare l’istanza di trasformazione in Fondazione di Diritto Privato.

IPAB  Ente Legati Carta Meloni

c/o Commissario Straordinario

via E. d’Arborea 7

09075   Santulussurgiu

Spettabile Regione Autonoma della Sardegna

Assessorato dell’Igiene e Sanità

e dell’Assistenza Sociale

Direzione Generale delle Politiche Sociali

Via Roma 253    Cagliari

e, p.c.

Spettabile Amministrazione Comunale

di Santulussurgiu

alla c.a. del Signor Sindaco

Oggetto: Richiesta trasformazione IPAB Ente Legati Carta Meloni in Fondazione di diritto privato.

Con la presente trasmettiamo in allegato:

1)      Richiesta di trasformazione sottoscritta dal legale rappresentante;

2)      Storia in breve dei Lasciti Carta Meloni;

3)      Perizia giurata di stima del patrimonio;

4)      Allegato 1 Schede tecnico-estimative;

5)      Allegato 2 Visure Catastali;

6)      Lettera Preside Facoltà di Architettura Alghero;

7)      Lettera Presidente Fondazione Banco Sardegna;

8)      Lettera Presidente LegaCoop Oristano;

9)      Delibera n.° 76 del 20.07.08 Giunta Comunale Santulussurgiu;

10)      Bozza Statuto Fondazione Carta Meloni ONLUS.

Santulussurgiu 24 ottobre 2008

Distinti saluti

per  IPAB Ente Legati Carta Meloni

il Commissario Straordinario

Antonio Gavino Sanna

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